Valle di Ourika

Ci svegliamo a Villa Touka alle 7:30 in modo da essere pronti per la colazione concordata con Benji per le 8. Il cielo è sereno e il sole è sorto da poco. Benji ci sta già aspettando e ci “sgrida” scherzosamente dicendo che siamo in ritardo. Sono quasi le 8:10, in effetti siamo in ritardo di una decina di minuti ma comunque ci meravigliamo della sua osservazione. Scopriremo poi, solo fra 5 giorni, che quest’anno in Marocco è stata mantenuta l’ora legale, evento un po’ eccezionale e non chiaro a tutti. Comprenderemo quindi solo a posteriori di aver vissuto gran parte del viaggio all’ora sbagliata! (il povero Benji ci stava aspettando da più di un’ora).

Ci vengono proposte crepes e omelette cucinate sul momento, tutto ottimo! Ringraziato il gestore del B&B, che ci saluta calorosamente, ci avviamo verso il fatidico incrocio che ieri vedeva la strada per il passo Tizi n’Tichka chiuso. Avvicinandoci, comprendiamo che la situazione non si è ancora risolta: c’è una lunga fila di macchine in direzione Atlante. Chiediamo informazioni ad agenti della polizia e ad altri turisti e ci viene riferito che la strada è ancora bloccata per l’esondazione di un fiume. Non capiamo se sia addirittura crollato un vero e proprio pezzo di strada. Aspettiamo. C’è sempre più gente e sempre più casino. Dopo aver appreso che, per qualche ora, di sicuro la strada non verrà sbloccata, decidiamo di sfruttare l’occasione per visitare la vicina Ourika valley.

Ourika valley

In breve raggiungiamo l’imbocco della valle e cominciamo ad attraversare una serie di piccoli paesini; in uno di questi si sta svolgendo il mercato, allestito proprio a cavallo della strada principale. A fatica passiamo tra la folla di venditori, acquirenti, banchetti, animali, frutta e verdura in vendita. In un angolo si vendono galline e oche, legate al banchetto con una sorta di guinzaglio. Si alternano paesaggi sterminati con catene montuose innevate sullo sfondo e gruppi di pecore al pascolo tra l’erba e il fango.

Jardin du Safran

Attraversato il ponte sul fiume Ourika, con un po’ di difficoltà troviamo il Jardin du Safran, un orto botanico dove viene coltivato lo zafferano (nostra principale ragione di visita). La giornata è spettacolare: cominciamo ad aggirarci per il giardino e subito incontriamo il proprietario che ci invita ad effettuare la visita accompagnati da lui.

Ci mostra diverse piante, prevalentemente autoctone, fino ad arrivare allo zafferano di cui ci fa vedere i fiori dai pistilli rosso fuoco e i petali di un viola delicato. Un piccolo padiglione all’interno del giardino illustra con fotografie i vari passaggi per ottenere la preziosa polvere gialla rinomata in cucina. Qui è possibile comprare prodotti dell’orto botanico fra cui, appunto, lo zafferano.

Tizi n’Tichka

Terminata la visita torniamo sui nostri passi raggiungendo nuovamente la coda per il passo Tizi n’Tichka dove è ancora tutto bloccato. Nell’attesa prendiamo qualcosa di veloce da mangiare alla stazione di servizio Samir, insieme ai tanti altri viaggiatori che aspettano con noi. Finalmente la coda si sblocca. Procediamo lenti e sempre in fila. Lungo la strada sono visibili i danni prodotti dall’esondazione nonché le opere di riparazione in corso. Con tempi biblici raggiungiamo il passo Tizi n’Tichka, a quota 2205 m: troviamo la neve!!

Verso le gole di Dades

Ora il traffico scorre più regolare. Purtroppo siamo in ritardo di 24 ore sulla nostra tabella di marcia. Mentre guidiamo, ragioniamo sul da farsi e alla fine decidiamo di puntare a raggiungere il B&B che avevamo prenotato per stasera in modo da sacrificare solo le tappe originariamente pensate per ieri pomeriggio e per oggi, riallineandoci al nostro programma iniziale a partire da domani mattina. Attraversiamo quindi la valle di Ouarzazate con la città fortificata Ait-Ben-Haddou ormai a sole già tramontato e proseguiamo fino a raggiungere l’imbocco delle gole di Dades.

Dopo l’interminabile giornata in auto, ci fermiamo a Boumalne Dades dove mangiamo un boccone nell’unico posto che troviamo aperto, il Caffè ristorante Atlas Dades: semplice, frequentato da locals e da gatti che entrano ed escono indisturbati, ci soddisfa con piatti gustosi. Terminiamo la giornata raggiungendo l’Ecolodge Amskou, prenotato su Booking.com: il posto, gestito da una guida alpina, è accogliente ma freddo. Eppure su Booking avevamo selezionato con attenzione solo strutture dotate di riscaldamento e questa si dichiarava come tale. Alla nostra richiesta di spiegazioni il gestore ci mostra una serie di coperte pesanti riposte nell’armadio della nostra stanza. Ciliegina sulla torta: dalla doccia non esce acqua calda! Siamo troppo stanchi per discutere: crolliamo a letto sotto una pila di coperte colorate.

Tips

Villa Touka, Ait Ourir: camera matrimoniale con bagno privato e colazione + lezione di cucina per due 600 dh

Jardin du Safran: ingresso 20 dh a persona

Station Samir, Ait Ourir: pranzo per due 32.5 dh

Caffè ristorante Atlas Dades: cena per due 90 dh

Ecolodge Amskou, Boumalne Dades: camera matrimoniale con bagno privato e colazione 309 dh

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