Landmannalaugar

Ci svegliamo alle 7 nel campeggio di Rjúpnavellir: l’aria è fredda ma ancora non piove. Ci vestiamo bardandoci meglio che possiamo, prendendo con noi calze e pantaloni di scorta (nel caso ci bagnassimo) e asciugamani per un eventuale bagno nel fiume con acqua geotermale (illusi!). Alle 8:35, puntuale, arriva il bus della Trex che ci carica. Il pullman è mezzo vuoto e noi siamo gli ultimi passeggeri a salire dal momento che, da qui a Landmannalaugar, non ci sono altre fermate.

Il bus ripercorre al contrario la strada che abbiamo fatto il giorno prima e svolta a destra all’imbocco della n. F225 che, appunto, permette di accedere a Landmannalaugar, una regione montuosa situata nella Fjallabak Nature Reserve nei pressi del vulcano Hekla e caratterizzata da coloratissime formazioni di riolite, ampie distese di lava e sorgenti di acqua calda. La strada, interamente sterrata, pare inizialmente avere un buon fondo senza grossi sassi né buche profonde ma, procedendo, si fa più insidiosa, con salite e discese ripide, fino ad arrivare a guadi veri e propri nei quali il pullman entra in acqua per più di mezzo metro. Il paesaggio, articolato su una variegata gamma di marroni prevalentemente scuri, ogni tanto si tinge di pennellate verdi, generalmente in corrispondenza dei corsi d’acqua, spesso arrivando a toni accesi e quasi fosforescenti.

Laugavegur

Dopo un’ora e mezza, puntualissimi, arriviamo a Landmannalaugar: un freddo polare! Notiamo alcune costruzioni basse in legno e, accanto, il campeggio, oltre a una fila di pullman, autobus e gipponi alti. Ci rechiamo al centro visitatori – una capanna – ma fuori dalla porta c’è una coda infinita e, dopo una breve attesa, rinunciamo. Cercando di orientarci con la mappa che avevamo stampato prima di partire, ci avviamo a piedi per uno dei sentieri, quello che percorre il primo tratto del lungo trekking Laugavegur, per poi rientrare a Landmannalaugar. Laugavegur, il “sentiero delle sorgenti calde”, è un itinerario lungo circa 55 km che, da Landmannalaugar, si dirige verso sud attraversando una grande varietà di paesaggi e termina nella valle glaciale di Þórsmörk: avendo più tempo a disposizione ci sarebbe piaciuto percorrerlo. Ci accontentiamo di assaggiarne il primo breve tratto senza allontanarci da Landmannalaugar.

L’anello Laugahraun – Brennisteinsalda – Grænagil

Addentrandoci nei campi di lava di Laugahraun, il paesaggio ci ricorda un po’ il Tongariro Alpine Crossing che percorremmo in Nuova Zelanda nel 2012, richiamando, in particolare, la prima vallata dell’itinerario neozelandese per via delle concrezioni laviche che si ergono dal terreno. Giriamo attorno al vulcano Brennisteinsalda (855 m), letteralmente “onda di zolfo”, in quanto si presenta attorniato da solfatare i cui vapori ci avvolgono non appena ci avviciniamo alle pozze sulfuree. Il monte si identifica facilmente per via della pittoresca mescolanza di colori che mostra: gialli e arancioni, marroni e blu, rosso ruggine e verde acceso per via della rara e bassa vegetazione.

Inizia a piovere: anziché percorrere l’itinerario che passa attorno al vulcano Bláhnjúkur, decidiamo di rientrare per l’anello più breve, quello di circa 6 km che attraversa il canyon Grænagil. Prendiamo tanta acqua e, in breve tempo, siamo fradici. Ogni tanto da dietro una roccia spunta un poncho colorato: incrociamo altri viaggiatori che come noi si sono avventurati in giro nonostante le condizioni meteo sfavorevoli. Qua e là, sui brulli prati e attorno alle rocce, un’infinità di pecore, non particolarmente disturbate dalla presenza degli umani.

Bagnati come pulcini arriviamo all’accampamento da cui eravamo partiti e, a fatica, troviamo un posto dove sederci sotto un ampio tendone non riscaldato ma dotato di tavolacci e panche di legno e, per lo meno, riparato dal vento. Essendosi inzuppati anche i nostri zaini, gli indumenti di ricambio sono fradici, quindi restiamo bardati di capi bagnati. Guardiamo con un po’ di invidia i campeggiatori organizzati con fornelletti e thermos che mangiano e bevono cibo e bevande calde mentre noi ingurgitiamo i nostri toast freddi e un po’ fiappi. Si tratta comunque di escursionisti che intendono percorrere (o che hanno già percorso) il Laugavegur e che, quindi, sono attrezzati per campeggiare diversi giorni. Tentiamo di scaldarci meglio che possiamo fin verso le 14, quando usciamo per cercare il primo bus del pomeriggio. In realtà i nostri biglietti sono per quello delle 16:30 ma, fortunatamente, non ci sono molti passeggeri e ci viene permesso di salire lo stesso. Finalmente al caldo! Quasi ci addormentiamo sulla via del ritorno e, quando arriviamo a Rjúpnavellir, esce il sole.

Che meraviglia! Apriamo tutte le portiere del furgone e appendiamo gli indumenti bagnati. Ci concediamo una doccia bollente, riprendendoci completamente. Bevendo cioccolata calda “home made” ci godiamo il primo sole del viaggio! Un sogno!!

Seljalandsfoss

Rinvigoriti, ci mettiamo in marcia alla volta della cascata Seljalandsfoss: si tratta di una delle più note e suggestive, nonché particolari, cascate dell’Islanda. Avvicinandosi ad essa, infatti, è possibile attraversare la concavità presente dietro alla cascata stessa, sbucando dalla parte opposta del getto. Essendo molto vicina al Ring costituisce un sito decisamente frequentato.

La cascata è magnifica, ancor più spettacolare vista dalla grotta che nasconde.

Appagati e stanchi per la lunga e faticosa giornata, ci dirigiamo verso l’area picnic di Landeyjahöfn, segnalata nel blog di Roberto Salini On the road again, dotata di tavolo da picnic. Il cielo si è rischiarato ed esce il sole: andiamo a letto nel furgone inondato di luce.

Tips
Rjupnavellir cottages-campsite: 1300 isk a persona; doccia: 400 isk (durata 5′); non occorre la prenotazione

Bus Trex per Landmannalaugar: il bus parte da Reykjavik e prevede una serie di fermate lungo il tragitto. Rjupnavellir è l’ultima fermata prima di Landmannalaugar, pertanto è quella che consente di spendere meno (19.000 isk) e di trascorrere meno tempo sul bus (1h30′)

Landmannalaugar, servizi igienici: 500 isk

Parcheggio Seljalandsfoss: 700 isk

Se non diversamente specificato i siti visitati sono ad accesso gratuito